Appunti per il 2026, secondo Muzcali

    Fare spazio

    Il 2026, per nostra ambassador Muzcali, non è l’anno in cui riempire il calendario. È piuttosto quello in cui scegliere. Dove pedalare, che tipo di gare fare, quando partire e quando restare. Dopo un 2025 passato quasi sempre in movimento (quasi 27.000 chilometri messi insieme tra strada e sterrato, divisi in 10 paesi diversi), gennaio le ha offerto qualcosa di raro: tempo. Tempo per fermarsi, respirare e rimettere a fuoco prima che la stagione riprenda velocità.

    Vive a Bangkok, ma la sua bici la porta ovunque. Strada e gravel convivono senza gerarchie, così come i momenti di gara e quelli più liberi, senza numeri da inseguire. Se l’hai vista online, probabilmente ti ha colpito la naturalezza con cui pedala e racconta.

     

    Fuori dalla bici insegna Pilates, e non è un dettaglio secondario. Il modo in cui parla di movimento, recupero e continuità dice molto di come immagina il ciclismo: qualcosa da coltivare nel tempo, non da consumare.

     

    L’abbiamo sentita per capire dove si trova adesso e come sta pensando al suo 2026.

    MET: Cosa vuoi fare meglio nel 2026 rispetto a quest’anno?

     

    Muzcali: Rallentare. E stare più a casa. Nel 2025 ero sempre in viaggio, sempre di corsa. Quando sono a casa riesco a pensare meglio, a fare scelte più lucide, sia nella vita sia nello sport.

     

    Cosa è cambiato di più nel tuo modo di pedalare rispetto a qualche anno fa?

     

    Sono più presente. Se decido di fare qualcosa, mi ci dedico davvero. Ma ho anche imparato a lasciare andare. Se salto un evento, non è un problema. Questa libertà mi ha permesso di sperimentare di più, senza pressione.

     

    Una piccola cosa del 2025 che pensi farà la differenza nel 2026?

     

    La confidenza su terreni diversi. Vivendo a Bangkok, non sempre è facile allenarsi come vorrei, soprattutto sullo sterrato. Ho imparato molto direttamente in gara: adattarmi, gestire l’imprevisto, fidarmi delle sensazioni.

    C’è un evento che aspetti più degli altri?

     

    Sahara Gravel, in Marocco. È da tempo nella mia lista. Pedalare nel deserto, dormire sotto le stelle, affrontare più giorni di fila: so che sarà un’esperienza forte, non solo sportiva.

     

    Cosa non troveremo nel tuo calendario 2026?

     

    Eventi ripetuti senza un vero motivo. Preferisco meno appuntamenti, ma più significativi. Più sfida, più senso, e allo stesso tempo più spazio per ricaricarmi.

    Cosa ti motiva davvero in questo momento?

     

    Sapere che quello che faccio può ispirare qualcun altro. Quando qualcuno mi dice che grazie a me ha trovato il coraggio di provarci, anche solo un po’, capisco che sto andando nella direzione giusta.

     

    Una regola fondamentale quando si viaggia con la bici?

     

    AirTag. Sempre. Se voli spesso, soprattutto con scali, ti toglie un sacco di stress.

    Come si entra davvero in contatto con una cultura ciclistica quando viaggi?

     

    Partendo dalle persone. Pedalare con i local, parlare, ascoltare. E vivere i luoghi anche lontano dalla bici. È l’unico modo per capirli davvero.

     

    Un consiglio per chi vuole esplorare nuovi posti nel 2026?

     

    Se senti che è il momento, vai. Non aspettare quello “perfetto”. Sii flessibile: i piani cambiano, e spesso è lì che nascono le storie migliori.

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    Grazie per la vostra comprensione e... buone pedalate! 🚴☀️